2025 Michel Belair "Double Top" CD/IN
| Anno | 2025 |
| Parte superiore | Cedro |
| Retro e lati | Palissandro indiano |
| Lunghezza della scala | 650 mm |
| Larghezza del dado | 52 mm |
| Finitura | French Polish |
| Paese | Canada |
| Condizione | Nuovo |
| Exchange | ExchangePlus |
| Luthier | Michel Belair |
$16,000.00
Questo strumento è stato costruito dal liutaio canadese Michel Belair, con sede a Montreal. Questo è il primo esempio della sua interpretazione unica e personalissima del design a doppia tavola armonica, che ha perfezionato negli ultimi 5-6 anni. La tavola armonica di questa chitarra è realizzata con due sottili strati di cedro con celle allungate in Nomex intercalate. Per il resto dello strumento, Michel ha scelto palissandro indiano, mogano dell'Honduras ed ebano africano con intarsi in cedro, a dimostrazione della sua inconfondibile attenzione ai dettagli e alla selezione dei materiali. Per questo, Michel si avvale di un piccolo tornavoz, chiamato "guida d'onda", un concetto inizialmente introdotto dal suo amico Dennis Tolz (sebbene l'applicazione del dispositivo da parte di Michel avvenga con le sue personali modifiche). La versione di Michel è incredibilmente leggera – solo 7 grammi – e riduce la risonanza dell'aria al Mi bemolle. Questo tornavoz non solo arricchisce la profondità timbrica della chitarra, esaltando i bassi, ma aggiunge anche ricchezza armonica all'intero spettro di frequenze e aumentandone la potenza complessiva. A parte questo trattamento della tavola armonica, la chitarra è per il resto molto tradizionale nella sua costruzione, con un sistema di incatenatura ispirato al design a 7 ventagli di Friederich, ma pesantemente modificato per ridurne il peso pur mantenendo la resistenza necessaria per gestire la tensione delle corde. Il risultato è una chitarra estremamente reattiva, colorata ed equilibrata, con un ottimo sustain che, secondo Michel, è paragonabile ai suoi modelli tradizionali. Questo modello ha riscosso un grande successo per Michel negli ultimi anni e diversi artisti di spicco si sono esibiti con il modello a doppia tavola armonica di Michel, tra cui Aniello Desiderio, Amadeus Duo, Giovanni Masi, Roland Schlieder e Massimo Delle Chese.
Questo strumento è stato costruito dal liutaio canadese Michel Belair, con sede a Montreal. Questo è il primo esempio della sua interpretazione unica e personalissima del design a doppia tavola armonica, che ha perfezionato negli ultimi 5-6 anni. La tavola armonica di questa chitarra è realizzata con due sottili strati di cedro con celle allungate in Nomex intercalate. Per il resto dello strumento, Michel ha scelto palissandro indiano, mogano dell'Honduras ed ebano africano con intarsi in cedro, a dimostrazione della sua inconfondibile attenzione ai dettagli e alla selezione dei materiali. Per questo, Michel si avvale di un piccolo tornavoz, chiamato "guida d'onda", un concetto inizialmente introdotto dal suo amico Dennis Tolz (sebbene l'applicazione del dispositivo da parte di Michel avvenga con le sue personali modifiche). La versione di Michel è incredibilmente leggera – solo 7 grammi – e riduce la risonanza dell'aria al Mi bemolle. Questo tornavoz non solo arricchisce la profondità timbrica della chitarra, esaltando i bassi, ma aggiunge anche ricchezza armonica all'intero spettro di frequenze e aumentandone la potenza complessiva. A parte questo trattamento della tavola armonica, la chitarra è per il resto molto tradizionale nella sua costruzione, con un sistema di incatenatura ispirato al design a 7 ventagli di Friederich, ma pesantemente modificato per ridurne il peso pur mantenendo la resistenza necessaria per gestire la tensione delle corde. Il risultato è una chitarra estremamente reattiva, colorata ed equilibrata, con un ottimo sustain che, secondo Michel, è paragonabile ai suoi modelli tradizionali. Questo modello ha riscosso un grande successo per Michel negli ultimi anni e diversi artisti di spicco si sono esibiti con il modello a doppia tavola armonica di Michel, tra cui Aniello Desiderio, Amadeus Duo, Giovanni Masi, Roland Schlieder e Massimo Delle Chese.
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